SANREMO- Continua e si allarga l’esperienza “ europea” della materna di Via Moduponte
Polonia, Transilvania e Norvegia nei sogni “ europei” della scuola della Guadalupe
Hanno un sogno le maestre ed i piccoli che frequentano la scuola materna sanremese della Guadalupe: viaggiare con la mente e conoscere l’Unione europea attraverso alcuni gemellaggi con scolari coetanei abitanti in altre parti della grande Confederazione che si stende sul territorio dei ventisette paesi aderenti. L’anno scorso fu la volta della Polonia, con il gemellaggio con una scuola del circondario di Cracovia, quest’anno è la volta della Transilvania, la regione storica dell’Europa centrale che tanta parte ebbe nella storia del vecchio continente e che dal 1920 appartiene alla Romania. Non a caso la Fiduciaria della materna matuziana, la maestra Donatella Perrilli, ha scelto queste due scuole per far corrispondere i propri ragazzi: innanzitutto perché molti polacchi e romeni sono immigrati per lavoro a Sanremo ed i loro fanciulli, vedendosi direttamente chiamati a cooperare con i propri compatrioti, non potranno altro che sentirsi appagati dal fatto che i pari età italiani considerano quasi come “ compagni di scuola” di una sezione staccata molto distante altri polacchi e romeni come loro; poi perché, al fine di fare in prospettiva dell’Unione europea una vera patria unita, è bene che i piccoli dell’Occidente inizino a conoscere da vicino pure le società di quei paesi dell’Europa Centrale che per quasi cinquant’anni, sino al 1989, sono stati soggiogati dalle dittature comuniste filo- sovietiche, cosa che le ha portati ad essere poco conosciute o conosciute in maniera distorta. La scelta compiuta dalle maestre della Guadalupe non poteva essere migliore: corrispondendo con una scuola della Galizia orientale, questo è il vero nome della regione di Cracovia, e della Transilvania, tra l’altro appartenente al comune trilingue di Hoghiz, hanno gettato lo sguardo verso le due realtà multietniche più numerose della nuova Unione Europea. Quelle due regioni facevano integralmente parte, sino alla fine della prima guerra mondiale, vera e propria causa dell’odio che ha dominato tra i popoli europei nel XX° secolo, dell’Impero Austro- ungarico cioè dell’entità statale sovra- nazionale più importante dalla fine dell’Impero Romano. In Galizia infatti convivono polacchi, slavi slovacchi, ucraini e zingari, in Transilvania ungheresi, romeni, sassoni ed ancora zingari sia di etnia rom che sinti ed il tutto avviene in santa pace. Sicuramente nulla a che vedere con i fratricidi odi interetnici che nel decennio scorso hanno insanguinato i Balcani, perché tra i Carpazi la convivenza tra etnie è non solo un segno di maturità ma anche un segno distintivo di un’antica pratica di tolleranza. Da ultimo poi, è sempre la maestra Donatella Perrilli che illustra, la Guadalupe intende poi iniziare un analogo cammino di fratellanza con una materna norvegese, di un paese cioè membro Nato e già appartenente all’Unione europea che, per una scelta forse miope ed egoista, ha deciso di uscirne. E’ come se i piccoli della Guadalupe volessero ora dire ai coetanei norvegesi:” Vi aspettiamo nella grande famiglia europea”.
Sergio Bagnoli
Polonia, Transilvania e Norvegia nei sogni “ europei” della scuola della Guadalupe
Hanno un sogno le maestre ed i piccoli che frequentano la scuola materna sanremese della Guadalupe: viaggiare con la mente e conoscere l’Unione europea attraverso alcuni gemellaggi con scolari coetanei abitanti in altre parti della grande Confederazione che si stende sul territorio dei ventisette paesi aderenti. L’anno scorso fu la volta della Polonia, con il gemellaggio con una scuola del circondario di Cracovia, quest’anno è la volta della Transilvania, la regione storica dell’Europa centrale che tanta parte ebbe nella storia del vecchio continente e che dal 1920 appartiene alla Romania. Non a caso la Fiduciaria della materna matuziana, la maestra Donatella Perrilli, ha scelto queste due scuole per far corrispondere i propri ragazzi: innanzitutto perché molti polacchi e romeni sono immigrati per lavoro a Sanremo ed i loro fanciulli, vedendosi direttamente chiamati a cooperare con i propri compatrioti, non potranno altro che sentirsi appagati dal fatto che i pari età italiani considerano quasi come “ compagni di scuola” di una sezione staccata molto distante altri polacchi e romeni come loro; poi perché, al fine di fare in prospettiva dell’Unione europea una vera patria unita, è bene che i piccoli dell’Occidente inizino a conoscere da vicino pure le società di quei paesi dell’Europa Centrale che per quasi cinquant’anni, sino al 1989, sono stati soggiogati dalle dittature comuniste filo- sovietiche, cosa che le ha portati ad essere poco conosciute o conosciute in maniera distorta. La scelta compiuta dalle maestre della Guadalupe non poteva essere migliore: corrispondendo con una scuola della Galizia orientale, questo è il vero nome della regione di Cracovia, e della Transilvania, tra l’altro appartenente al comune trilingue di Hoghiz, hanno gettato lo sguardo verso le due realtà multietniche più numerose della nuova Unione Europea. Quelle due regioni facevano integralmente parte, sino alla fine della prima guerra mondiale, vera e propria causa dell’odio che ha dominato tra i popoli europei nel XX° secolo, dell’Impero Austro- ungarico cioè dell’entità statale sovra- nazionale più importante dalla fine dell’Impero Romano. In Galizia infatti convivono polacchi, slavi slovacchi, ucraini e zingari, in Transilvania ungheresi, romeni, sassoni ed ancora zingari sia di etnia rom che sinti ed il tutto avviene in santa pace. Sicuramente nulla a che vedere con i fratricidi odi interetnici che nel decennio scorso hanno insanguinato i Balcani, perché tra i Carpazi la convivenza tra etnie è non solo un segno di maturità ma anche un segno distintivo di un’antica pratica di tolleranza. Da ultimo poi, è sempre la maestra Donatella Perrilli che illustra, la Guadalupe intende poi iniziare un analogo cammino di fratellanza con una materna norvegese, di un paese cioè membro Nato e già appartenente all’Unione europea che, per una scelta forse miope ed egoista, ha deciso di uscirne. E’ come se i piccoli della Guadalupe volessero ora dire ai coetanei norvegesi:” Vi aspettiamo nella grande famiglia europea”.
Sergio Bagnoli
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